PRE-UFO

    Casi riportati dagli antichi storici circa "strani" avvistamenti

di cose viste nei cieli della Puglia.

La maggior parte dei casi è tratta dal catalogo "Pre UFO" di

Pietro Torre, Socio CISU - Sicilia.

G M A ORA COMUNE TESTO
?? ?? 217 a.C. ?? ARPI (FG)

Nel primo consolato di Gneo Servilio Gemino e secondo di Gaio Flaminio, ad Arpi apparve in cielo uno scudo e fu visto combattere il Sole con la Luna e sempre di giorno si videro due lune. A Cerete l’acqua si vide scorrere mescolata a sangue e la fonte di Ercole versò acqua insanguinata, così come le spighe si mostrarono insanguinate ad Anzio.

Prodigi fantasiosi collegati alla discesa di Annibale in Italia e alle sconfitte degli eserciti di Roma.

(Titus Livius, Ab Urbe condita, libro XXI, cap. VII, 62 - Conrad Lycosthenes, Prodigiorum ac ostentorum chronicon, Basilea, 1557 - Giulio Ossequente, Il libro dei prodigi (con i «supplementi» di Corrado Licostene), a cura di Solas Boncompagni, Corrado Tedeschi Editore, Firenze, 1976, pp. 46-49) http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/altro/Arpi.htmt

02 08 216 a.C. ?? CANNE vicino Barletta (BAT)

Durante la famosa battaglia di Canne (2 Agosto 216 a. C.), che vide i Romani sbaragliati dall’esercito di Annibale, fu osservato un misterioso fenomeno: “… il giorno della battaglia, nel cielo dell’Apulia, furono visti oggetti rotondi a forma di navi. Il prodigio continuò a ripetersi per tutta la notte. A bordo di tali oggetti si videro uomini vestiti di bianco, come sacerdoti attorno ad un’ara”.

Libera interpretazione dei testi latini di Livio e Ossequente.

(Rivista “Cielo e Terra”, Agosto 1967, p. 2)

?? 04 1001 NOTTE vicino FOGGIA

L’ultima settimana, e più precisamente l’ultimo sabato, del mese di Aprile dell’anno 1001, il conte di Ariano Irpino, uno dei signori della Puglia, dopo una concitata giornata di caccia, passava la notte in una rustica capanna nei pressi del torrente Cervaro, in pieno bosco. Nel cuore della notte venne svegliato di sorpresa dai servi e dagli amici cacciatori e invitato a fuggire con loro, spaventati da strani bagliori, quasi si trattasse di incendio. Il Conte si alzò sorpreso, atterrito, terrorizzato anche lui, ma più che seguire gli amici nella corsa, preferì accertarsi dello strano fenomeno e con grande cautela si diresse verso il posto da dove provenivano quei bagliori. Con gran sorpresa, ormai vicino al luogo del «fuoco», il Conte si accorse che quelle che vedeva non erano fiamme vive e crepitanti di rami di alberi che bruciavano, ma strane fiamme fatte di luce. Incuriosito osservò con attenzione e con meraviglia scorse, in mezzo a quei bagliori, una bellissima Signora, di sovrumana bellezza, splendente di vivissima luce, che volgeva il suo dolce sguardo verso di lui, curioso e spaventato; lo incoraggiò e con dolcezza gli disse di non temere perché era la Madre di Dio. Poi, additandogli un grande albero, gli fece vedere su di esso una statua della Madonna dal volto bruno assisa in trono e aggiunse: «Voglio che qui sorga un Santuario in mio onore, senza ori ed ornamenti preziosi. Sarò io a renderlo celebre con le tante grazie che elargirò ai devoti che verranno ad onorarmi». In quell’istante giunse nello stesso luogo un contadino, un certo Nicola, soprannominato Strazzacappa, che era diretto al suo lavoro quotidiano; anch’egli vide la visione e udì le parole della meravigliosa Signora e stupì... quasi estasiato dinanzi a quella visione di cielo. Scomparve intanto la bella e splendente Signora, scomparvero i luminosi bagliori. Il Conte ed il contadino, nell’entusiasmo fraterno, si abbracciarono uniti negli stessi sentimenti, nella stessa felicità e nel proposito di costruire al più presto una Cappella nel luogo dell’apparizione, presso quella quercia che, tra i suoi folti rami, mostrava la statua di Maria assisa in trono, con accanto due angeli che reggevano sul suo capo una triplice corona, lassù nascosta forse da fedeli devoti per sottrarla alla distruzione, durante la lotta iconoclasta. Da questo momento cominciarono i prodigi nel bosco detto dell’Incoronata! La notizia del prodigioso avvenimento, infatti, si divulgò in modo sorprendente e i fedeli a migliaia, da tutte le parti, accorsero a vedere, ad onorare, a pregare la Madonna. Intanto venne costruita una Cappella e la statua della Vergine, rimossa dalla quercia, venne posta «su più dignitoso trono».

(Marino Gamba, Apparizioni Mariane nel corso di due millenni, Ed. Segno, 1999)

04 04 1095 NOTTE BARI

Furono viste cadere dal cielo di Bari alcune come stelle di fuoco, fatte a modo di croce.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Bolide

(Beatillo Antonio "Historia di Bari" - La Gazzetta del Mezzogiorno 17/08/1998)

?? ?? 1097 GIORNO TRANI (BAT)

Il diacono Amando di Trani, nel redigere una biografia di San Nicola il Pellegrino, cinquant’anni dopo la sua morte [cioè verso il 1144 essendo il Santo morto nel 1094], nel ricostruire la storia della traslazione del corpo del Santo nella cattedrale di Trani [1097?], racconta che al momento dell’arrivo delle reliquie racchiuse in un’arca di cipresso portata a spalla dai vescovi, ad un tratto due nubi si levarono nel cielo sereno dalla cuspide della cattedrale. Il fenomeno venne percepito come un miracolo dai Templari che si trovavano lontani dalla città e che l’agiografo interpretò come una partecipazione della Chiesa trionfante alla glorificazione del Santo Pellegrino: «Erant enim luce quadam perfusae, recto ducto aethera contingentes: per quas, ut opinor, caelestium civium, ad sui concivis honorem, erat descensus. Collocato igitur hominis Dei cor­pore, columnae visus aciem reliquerunt». (Scritto da: Felice Moretti)

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Leggenda.

(Le catastrofi nell’immaginario medievale: http://www.mondimedievali.net/Immaginario/catastrofi2.htm

12 02 1106 12.?? BARI

Gli Annales Palidenses riferiscono che nel giorno di Pentecoste, sulla chiesa di San Nicola in Bari apparve in cielo una corona aurea sulla quale volava una colomba preceduta da due ceri accesi. Il prodigio avvenne alla presenza di papa Innocenzo II che celebrava la messa, del re Ruggero II, di principi e di vescovi”.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Leggenda.

(Annales Palidenses, citati nel sito “Le catastrofi nell’immaginario medievale”, parte II, di Felice Moretti, 2005: http://www.mondimedievali.net/Immaginario/catastrofi2.htm - Felice Moretti, Catastrofi in Italia meridionale nell’alto medioevo, in «Studi Bitontini»,1996.)

?? ?? 1130 ?? BARI

Comparvero nel cielo della città dei misteriosi corpi luminosi che sembravano rincorrersi a folle velocità.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Bolide

(Beatillo Antonio - "Historia di Bari" - La Gazzetta del Mezzogiorno 17/08/1998 - Suppl." 75° Anniv. A.M.I." La Gazzetta del Mezzogiorno 28/08/1998)

?? 01 1472 MATTINA OTRANTO (LE)

Si legge nella cronaca di un certo Notar Giacomo: “In lo anno 1471, appresso la festa de Sancta Agnessa, quale è nel mese de iennaro [il 21], apparve una cometa de colore de foco, la cui coda era de ragi lunghissimi et negri, volta verso a ponente et cominciò verso il pianeta Libra; de poi se voltò a settentrione et durò per dì 80; si anco lo anno 1472 de iennaro, ne apparve un’altra molto longa et oscura”. L’evento è riportato da Licostene (op. cit, pp. 488-489) che parla di una cometa apparsa nel 1472 nel giorno di Sant’Agnese “di color rosso fuoco e dai capelli lunghi e neri”, rivolta verso l’area occidentale del cielo, il cui corpo in principio si trovava nel segno della Libra e che poi si volse a settentrione, durando in tutto per 80 giorni. Aggiunge che ne apparve un’altra mentre la prima non era ancora del tutto scomparsa, con una coda infuocata che si estendeva nella zona orientale del cielo, nel segno dell’Ariete. Il Coniger dice: “…apparse una cometa nelli parti de ponente tre mesi”. Il Cardami: “…se vedio no trave lungo, de colore fusco, che mise grande spavento ad omne Terra di Otranto”. La cometa apparsa nel Gennaio del 1472 fu anche l’ultima fra quelle osservate da Paolo dal Pozzo Toscanelli. Per essa però il celebre fiorentino, forse a causa della stagione rigida e poco favorevole alle osservazioni astronomiche, più probabilmente a causa dell’allora già avanzata sua età di settantacinque anni, non lasciò disegni che ne rappresentino il corso apparente fra le stelle del cielo, così come invece aveva fatto per le comete del 1433, del 1449, del Gennaio 1457 e del Giugno-Agosto 1457, nè lasciò, così come per la cometa di Halley, una effemeride delle posizioni osservate.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Comete

(Conrad Lycosthenes, Prodigiorum ac ostentorum chronicon, Basilea, 1557 - Giovanni Celoria, Sulle Osservazioni di Comete fatte da Paolo Dal Pozzo Toscanelli e sui lavori astronomici suoi in generale, Pubblicazione Reale Osservatorio Astronomico di Brera. N. LV. Milano, 1921 - Bianca Capone, Luci dallo spazio, Il Giornale dei Misteri, n. 21, Dicembre 1972, p. 60)

?? ?? 1480 ?? OTRANTO (LE)

A seguito della capitolazione della città di Otranto (LE), nonostante un’eroica resistenza, avvenuta ad opera di un’armata musulmana guidata dal pascià Ahmed Giedick l’11 di Agosto del 1480, si narra che circa 800 cristiani vennero decapitati su un colle poco distante, il “colle della Minerva”. Fatti miracolosi accompagnarono e seguirono l’atroce carneficina, di cui narrarono i cronisti dell’epoca: il corpo di un martire rimasto dritto come una colonna finchè furono tagliate tutte le teste, i cadaveri rimasti incorrotti per oltre un anno, nonostante l’eccidio si sia consumato nel pieno della stagione calda. Scrisse inoltre Giovanni Michele Laggetto nella sua Historia della guerra di Otranto del 1480, del 1537: “Né lasciarò di scrivere quello che dalli vecchi scampati dalla strage io stesso intesi dire: che, dopo che quelli beati corpi furono tagliati, di notte, si vedevano molti luminari accesi, quali vedevano anco li turchi da sopra le mura; e quelli barbari dicevano che le anime di quelli uccisi andavano errando per quel monte, e che li diavoli venivano con li lumi a pigliarli”. Potrebbe ritenersi che questi “luminari” altro non fossero che fuochi fatui, ma certo è difficile pensare che le tenui e saltuarie fiammelle bluastre di tali “fuochi” fossero visibili dalla distanza di quasi mezzo chilometro. Più verosimilmente potrebbe pensarsi alle torce portate da pietosi cristiani che col favore delle tenebre andavano a trovare i corpi di quei poveretti, forse anche per imbalsamarli (si dice che dopo oltre un anno furono trovati “illesi ed integri”). Il Laggetto aggiunge poi nella sua Historia: “E similmente, dopo che [i corpi] furono introdotti dentro la città e posti dentro la chiesa maggiore, per spazio di più lungo tempo si vedevano li detti luminari accesi; talchè una volta, stando una nave dentro il porto, li homini di quella videro sopra la chiesa un grandissimo lume e, dubitando che la chiesa non s’abbrugiasse, vennero con la barca a terra a dare l’avviso, che commosse la città tutta in rumore: corse il popolo, e non si ritrovò cosa alcuna. Tutto ciò lo scrivo per ferma relazione di mio padre che fu presente”.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Leggenda? Fuochi fatui? Lanterne?

(Giovanni Michele Laggetto, Historia della guerra di Otranto del 1480, Tip. Messapica di San Cataldo, Maglie, 1924 – Francisco De Aravio, Historia de la Ciudad de Otrento, 1631 - Centro Studi e Ricerche Culturali di Prato (G. Fedi, M. Innocenti Risaliti, R. Moranti, R. Ricasoli), Gli ottocento martiri di Otranto, Il Giornale dei Misteri, n. 120, Aprile 1981, pp. 22-24)

?? ?? 1494 NOTTE Puglia

Secondo lo storico fiorentino Francesco Guicciardini (1483-1540), le invasioni francesi del 1494 furono precedute da visioni apocalittiche nel cielo, ma anche dal sudar delle immagini dei santi e dal nascere «per tutto molti mostri d’uomini e altri animali»: “In Puglia di notte tre Soli in mezzo il cielo, ma nubiloso all’intorno, e con orribili folgori e tuoni”.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Violenta tempesta

(Fonti: Istoria d’Italia di Messer Francesco Guicciardini, alla miglior lezione ridotta dal professor Giovanni Rosini, vol. I, Pisa, 1819 – Autore anonimo, Prodiges merveilleux apparuz au pays d’Anjou, & du Mayne, les XIII. & XIIII. - «La Nazione», 28 Luglio 1979.)

11 10 1649 03:00 NARDO' (LE)

Giovan Battista Biscozzi, nella sua Cronaca di Nardò, scrive che domenica 11 Ottobre 1649, alle tre di notte, “si vidde caminare una lumiera per l’aria, fando luce per tutte le strade estraordinariamente: caminava detta luce poco più veloce del corso del sole; e, dopo detta luce, si sentì un tuono a guisa di botta di cannone, a tempo che l’aria stava tutta serena; detta luce fu di durata tanto quanto per dire un Credo”

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Bolide

(Giovan Battista Biscazzi, Libro d’annali de’ successi accaduti nella città di Nardò con introduzione di Nicola Vacca, da 'Rin. Sal.', IV (1963) - Mario Congedo, Strani fenomeni atmosferici, Almanacco Salentino 1970-1972, pp. 192-193 - Bianca Capone, Luci dallo spazio, Il Giornale dei Misteri, n. 21, Dicembre 1972.(Si ringrazia Umberto Cordier, ricercatore del CISU)

10 03 1716 NOTTE TRANI (BAT)

“Dalle lettere recenti di Napoli si dice che il vicario del Vescovo di Trani, in Puglia, divulga la notizia che si vide, in questo paese, la luna tra due spade, le punte girate l’una verso l’Oriente, l’altra verso l’Occidente, e che qualche tempo più tardi, si poté vedere nella sua piazza una croce molto grande. Al momento dell’inchiesta che egli fece a proposito di questo avvenimento, tutti davanti a lui deposero nella medesima maniera”.

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Paraselene

(Gazette hollandaise de Leyde, n. 41 – “Ouranos”, Marzo 1980, pp. 22-23 (Si ringrazia Umberto Cordier, ricercatore del CISU))

?? 12 1853 NOTTE BARI

Riporta in suo scritto lo storico-scrittore Francesco Babudri che si erano visti dei grossi dischi luminosi solcare il cielo della città, facendo "balzi e capriole all'insù per precipitare poi nello spazio, ma riprendere subito quota. Altri dischi sembravano scuotersi in preda al tremito che da' l'ubriaco, per fermarsi quindi in un dato punto, quasi che un gigantesco chiodo ve li fissasse. Altri si rincorrevano come se giocassero a mosca cieca. Poi, ad un tratto, quasi obbedendo a un comando, un guizzo e via di corsa verso quella che noi definiamo atmosfera."

POSSIBILE CAUSA DEL FENOMENO: Meteoriti

(Suppl." 75° Anniv. A.M.I." La Gazzetta del Mezzogiorno 28/08/1998)